Ristorante Victoire

Victoire Gouloubi

dalla guerra più cattiva
alla cucina più buona

Nata a Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, in una tipica, numerosa famiglia africana, Victoire vive l’infanzia e l’adolescenza fra la città natale, località dell’interno e Pointe Noire. La guerra, sul finire degli anni Novanta, sconvolge il Paese e solo un’avventurosa marcia nella foresta, con l’aiuto dei pigmei, salva i Gouloubi dalla sanguinosa violenza delle opposte fazioni. Sopravvissuta all’avventura e tornata la pace, Victoire parte alla volta dell’Italia, dove giunge regolarmente con un permesso di studio. Dopo aver frequentato la scuola della Federazione Nazionale Cuochi a Feltre, in Veneto, e vissuto le prime esperienze di lavoro a Cortina d’Ampezzo, Victoire incontra l’alta cucina a Milano, nel suo stage con Claudio Sadler (due stelle Michelin). Poi entra nella brigata di Fabrizio Ferrari (altro cuoco stellato), quindi al ristorante Acanto del Principe di Savoia (celebre Hotel a Cinque stelle) e all’Assassino, storico ristorante in zona Missori. Qui incontra Marc Farellacci, anch’egli chef a suo tempo insignito della preziosa stella, con il quale inizia una collaborazione che continua tutt’ora, basata sull’amicizia e un feeling professionale non comune.

Per la prima volta Victoire ha la responsabilità della cucina, come executive, al prestigioso residence Camperio, nella via omonima, fra Cordusio e piazza Castello. Successivamente, per poco più di due anni, fino a tutto il 2013, rimane al “timone” de L’Incoronata di corso Garibaldi. È lì che viene scoperta da giornalisti autorevoli e da alcune fra le principali guide gastronomiche. Nello stesso periodo si fa conoscere anche dal pubblico televisivo, grazie a ripetute apparizioni in trasmissioni seguitissime.

Dal 12 febbraio 2014 è protagonista della cucina nel “suo” ristorante, che come lei si chiama “Victoire”, nello storico quartiere fra l’Abbazia di Casoretto e Città Studi.

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